“Una scienza responsabile per un cibo sostenibile” è lo slogan lanciato come appello al mondo della scienza da una coalizione di associazioni, ITALIAEUROPA – LIBERI DA OGM, che unisce ambientalisti e consumatori, Coldiretti, Acli, Coop, associazioni della piccola e media impresa, Verdi, Avis.
Tra il 15 settembre e il 15 novembre 2007 le associazioni coinvolte nell’iniziativa (una vera azione di “democrazia dal basso”) cercheranno di raccogliere tre milioni di firme contro gli organismi geneticamente modificati.
Si legge nel documento stilato da LIBERI DA OGM: “Il dibattito non può prescindere dall’appoggio di tutti gli scienziati e gli studiosi che comprendono il valore della sostenibilità dell’innovazione scientifica e tecnologica. In ambito agricolo, la questione riveste un significato cruciale. L’agricoltura europea deve affrontare criticità sempre più pressanti, che richiedono scelte appropriate sia sul piano politico ed economico, sia sul piano scientifico e tecnologico. Per fare qualche esempio, si pensi alla sfida lanciata all’agricoltura europea dai cambiamenti climatici e dalle urgenti misure fissate dal Protocollo di Kyoto. Ma si pensi anche alla necessità di ridurre i fertilizzanti di sintesi e i liquami zootecnici per rispettare la Direttiva nitrati dell’Unione Europea (91/676/CEE). Si tratta di sfide che si giocano interamente sulla capacità di scegliere innovazioni sostenibili e conformi alla normativa ambientale”.
In risposta all’appello, alcuni scienziati ripropongono il manifesto pro OGM sottoscritto nel 2004 da decine di personalità del mondo scientifico e intellettuale.
Leggi l’articolo di Valerio Gualerzi, “Manifestazioni e voto online entra nel vivo la battaglia anti-Ogm“, pubblicato su Repubblica.it.
UNA SCIENZA RESPONSABILE PER UN CIBO SOSTENIBILE
