Rendiamo disponibile ai nostri visitatori un documento che descrive come il progetto "Milano Design, Realizzare l’improbabile1" stia procedendo.
"Milano Design, Realizzare l’improbabile" è un progetto che tira un filo rosso tra la grande tradizione del design italiano e milanese in particolare, e le più recenti interpretazioni del mestiere del designer. Attività che obbliga a condurre un vero e proprio laboratorio di pensiero, che permetta al progetto stesso di evolversi nel suo svolgersi.
Così, se pur all’interno di scelte iniziali (uno spettacolo, delle borse di studio, un sito, un convegno), il modo con cui si affronta il tema non è per nulla dato per scontato e definitivo.
In questo senso il documento, a cura di Francesco Samoré, dal titolo "La Fondazione Giannino Bassetti per il progetto design", segna un punto di riferimento per il processo di pensiero dell’intero gruppo che opera al tavolo del progetto; raccoglie in una sintesi quel che è stato detto nelle numerose riunioni e incontri di questi mesi e, come si può intendere anche dall’indice, traccia prospettive di sviluppo.
Nel progetto sono coinvolti, partecipanti al tavolo di pensiero della Fondazione Giannino Bassetti:
Camera di Commercio di Milano2
Camera di Commercio di Monza e Brianza3
Cosmit4
Domus Academy5
FederlegnoArredo6
PDMA Southern Europe7
Scuola del Design del Politecnico di Milan8o
Manolo De Giorgi9
Andrea Kerbaker10 (Società Immaginazioni11)
Italo Lupi12
Indice:
I. Oltre lo statu quo: condividere i prossimi passi del progetto "Milano-Design, Realizzare l’improbabile"
II. Le istituzioni che animano il progetto, quelle che si avvicinano e i giovani, beneficiari attesi di un atto responsabile
III. La città definita dalla rete del design
IV. Dal design «privato» al design della polis
V. Business design
"Riteniamo che il progetto domandi di essere narrato mentre cresce, per fissare quanto si è appreso e invitare nuovi interlocutori a prendervi parte. Abituati a indagare la categoria della responsabilità, sappiamo che essa si colloca nel rapporto tra sapere e dovere. Implica quindi volontà. Ecco perché, in queste pagine, non ci limitiamo a «fare il punto» ma sollecitiamo nuove azioni".